Il tornado di Montecchio-Precalcino del 13 Agosto 2004.
Scritto da Andrea Griffa
Il tornado di Montecchio Precalcino è da individuare nel grande raggruppamento dei tornado produttori di danni significativi (da F2 in su) che si sviluppano in sistemi caratterizzati da moderati valori di energia disponibile per la convezione ma con shear verticale non propriamente supercellulare. In quanto tali sono molto difficili da prevedere.
Prima di mostrare le spettacolari foto del tornado è opportuno dare una piccola delucidazione su questa particolare tipologia tornadica, senza dubbio, la più comune del nostro paese.
Essenzialmente questo genere di tornado dipende da una preesistente vorticità verticale molto localizzata presente lungo un determinato fronte disposto in un ipotetico luogo. Questa vorticità verrà poi sollevata nell'updraft di una cella temporalesca aiutandola a produrre un piccolo mesociclone che potrebbe successivamente generare una tromba d'aria.
Di norma la vorticità è creata essenzialmente dal wind shear verticale: intuitivamente più shear è presente meglio è per un futuro ipotetico sviluppo supercellulare. Ma in questo caso lo shear verticale sul N Italia era piuttosto scarso e quindi la creazione della vorticità non è imputabile ad un wind shear su larga scala; l'unica opzione che rimane è che nel nostro determinato caso la vorticità necessaria a creare il tornado in esame si sia creata in un contesto prettamente a mesoscala, ovverosia in un determinato spazio ristretto: la provincia di Vicenza.
Tutto questo sistema era supportato da una saccatura alle quote medie la cui porzione anteriore interessava il NE italiano generando isoipse tese a 500 hPa da W-SW, in associazione con una moderata entrata di aria fredda. Al suolo era presente una linea secca che creava una discreta convergenza di basso livello esasperata da un'ottima divergenza alle alte quote.

Vediamo di capire come si sia creata la nostra vorticità. Dall'ausilio della mappa della temperatura potenziale equivalente possiamo visualizzare come sul NE italiano sia presente un fronte in stile linea secca caratterizzato dalla presenza di un forte gradiente di umidità che si presenta con disposizione NW SE. Esso è originato dall'entrata di aria più secca dai quadranti nord-occidentali. La linea secca (dry line) separa la massa d'aria secca nord occidentale da quella caldo-umida nord orientale.







Foto di Davide Rosa
Il mostro si mette subito in evidenza dopo pochi minuti per la notevole quantità di detriti (debris cloud) che solleva.

Foto di Daniele Noaro






